“Non si possono pensare le cose vere se non in un’aura di canto. Se non si canta, se il cuore non canta, la cosa non è vera.”

( L. Giussani)

Particolare attenzione abbiamo sempre dato all’educazione al canto e alla musica in generale come veicolo espressivo dell’animo umano. Il cantare insieme di per sé accomuna le persone, le dispone ad un’attenzione a non prevaricare l’altro, chiede controllo, disciplina e nello stesso tempo passione. Non c’è occasione d’incontro all’interno delle nostre attività che non veda il canto e la musica protagonista a sottolineare il momento.

La Katacomband è il laboratorio permanente di educazione musicale. E’ nata 10 anni fa;  ha  conosciuto momenti di “splendore” musicale di grande entusiasmo e momenti di difficoltà dovuti alle partenze e ai nuovi arrivi e al ricambio generazionale. Ma c’è sempre in ogni occasione per servire tutti i gesti educativi più importanti proposti dalla nostra associazione: festa di carnevale cittadina, Grest estivo, vacanze  estive in montagna… e quando non può tutta la band ci sono sempre 2 chitarre per accompagnare il canto di chi vuole esprimere la propria voglia di vivere.

Suonare ok, ma cosa? Per chi? E per che cosa? È vero, c’è una bellezza immediata nel suonare e nel cantare ma l’emozione non è sufficiente e la fatica che fai nel trovarti con fedeltà ogni settimana nell’incontrarti e nello “scontrarti” su tante cose ti fa presto capire che non si può suonare per vivere “momenti di gloria”. Si fa musica per esprimere qualcosa, per qualcuno che ascolta e possa gioire con te che la fai. Qualcuno ha detto: “Il canto è l’espressione più alta del cuore dell’uomo” e il nostro fare musica vuole essere un’occasione speciale per capire di più di cosa sia fatto questo “cuore” e cosa attenda veramente.